ABC dello svezzamento

Attorno ai 6 mesi di vita del bambino, più precisamente fra la 17esima e la 26esima settimana di vita, arriva il tempo dello svezzamento che, molto semplicemente, consiste nell'introdurre nell'alimentazione del bambino cibi diversi dal latte materno.

ABC dello svezzamento



Cominciare lo svezzamento non significa dover smettere con il latte materno che continuerà ancora a essere assunto per un tempo più o meno lungo seppure in misura via via minore. Lo svezzamento è un momento importante dal punto di vista nutrizionale, ma anche per quanto riguarda la conoscenza del mondo esterno. E’ così che il bambino sperimenta, attraverso il cibo, nuovi sapori, nuovi odori e nuove consistenze.

Non c’è un ordine specifico di introduzione dei cibi, in generale meglio cominciare con cose morbide, cremose e di più semplice digestione, cotte al forno, stufate o lessate: passati di patate, carote e zucchine, frutta morbida grattugiata o cotta (di solito pera, mela o banana), creme di riso e latte con l’aggiunta di liofilizzati di carne e di pesce.

Se il bambino rifiuta qualcosa, forse non gli piace. Magari gli piace il sapore ma non la consistenza perché non è abituato. Non insistente troppo e riprovate più avanti. Se il rifiuto persiste, portate pazienza: anche i bimbi hanno i loro gusti! Non abbiate timore di possibili intolleranze e allergie: negli ultimi anni se ne è parlato fin troppo e si è diffuso un “terrore” dell’allergene. Le reazioni realmente avverse sono rare ed è dimostrato che, se si inizia lo svezzamento mantenendo l’allattamento al seno, il bambino è più sano e forte e il rischio di intolleranze si riduce drasticamente.

Ad ogni modo, intolleranze o meno, evitare cibi molto lavorati, salati e con lo zucchero (predispone alla carie); evitare totalmente il miele fino al primo anno di età, perché può contenere botulino. Se avete dubbi su qualche alimento, la cosa migliore è sempre consultare il pediatra..