Scompenso cardiaco? Un nuovo farmaco allunga la vita

Lo scompenso cardiaco è la prima causa di ricovero ospedaliero oltre che una delle principali cause di morte, ma un nuovo farmaco arriva in soccorso.

Scompenso cardiaco? Un nuovo farmaco allunga la vita



Il nuovo medicinale è basato sull’associazione di sacubitril e valsartan e a quanto pare pare può abbattere la mortalità cardiovascolare del 20 per cento. Un dato importante che promette, quindi, di far vivere più a lungo. Per la precisione i pazienti potrebbero vivere in media un anno e 3 mesi in più rispetto alle precedenti aspettative.

Il dott. Michele Senni, direttore dell’Unità strutturale complessa di Cardiologia 1 – Scompenso e trapianti di cuore all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in un’intervista rilasciata all’AdnKronos Salute ha dichiarato che si attendeva un farmaco così da almeno 15 anni.

Detto in termini scientifici, il valsartan provvederà alla vasodilatazione e al calo della pressione mentre il sacubitril è un inibitore della neprilisina, ovvero un enzima che degrada alcuni ormoni fabbricati dal muscolo cardiaco. In altre parole, questo mix possiede una doppia valenza: pompa e ghiandola.

La previsione, ovviamente, è che esso sostituisca le vecchie alternative nel giro di 2-3 anni. Al malato non mancano i potenziali vantaggi: sacubitril/valsartan permette l’assunzione di una compressa per due volte al giorno.

Per i pazienti con insufficienza cardiaca sistolica si parla di un aumento della sopravvivenza e di un miglioramento della qualità della vita..