Aspirina in gravidanza: sì o no?

L'aspirina è uno dei farmaci più comuni per la sua azione analgesica, antinfiammatoria e antifebbrile è spesso usata in caso di influenza, mal di testa, dolori muscolari e di schiena.

Aspirina in gravidanza: sì o no?



"Può essere assunta anche in gravidanza, ma per estrema cautela è meglio evitarla nel I trimestre" spiega Antonio Clavenna, responsabile dell'Unità di farmacoepidemiologia del Laboratorio per la salute materno-infantile dell'Istituto Mario Negri di Milano.

"Alcuni studi hanno segnalato un'associazione un possibile aumento del rischio di una malformazione che riguarda lo stomaco del feto (gastroschisi); altri studi non hanno osservato questo aumento di rischio, che quindi oggi non è provato. Non solo: ci sono alcuni studi riguardanti la classe degli antinfiammatori non steroidei (FANS), di cui l'aspirina fa parte, che hanno osservato un aumento del rischio di aborto spontaneo. Anche in questo caso, però, l'associazione tra farmaci e aborto non è al momento provata".

Per il secondo trimestre e l'inizio del terzo non ci sono problemi. Da ricordare, però, che l’assunzione dell’aspirina, così come quella di tutti gli altri FANS (come l’ibuprofene o il diclofenac) deve essere assolutamente evitata dopo le 30-32 settimane di gestazione, poiché potrebbe causare la chiusura del dotto di Botallo, un vaso fondamentale per la circolazione sanguigna fetale.

Si tratta di aspirina a basso dosaggio (75-100 milligrammi al giorno). "In questo caso non ci sono controindicazioni per quanto riguarda l'assunzione in gravidanza: la si può prendere tranquillamente, al bisogno" precisa Clavenna. "Anzi, nelle donne a maggior rischio di trombosi, questo farmaco può produrre benefici anche per il feto (riduce i rischi di aborto e morte in utero, di ridotta crescita intrauterina e di parto pretermine, spesso associati alle malattie della mamma)"..