Bambini: i no che aiutano a crescere

Dire no e imporre dei limiti è fondamentale per crescere bambini autonomi e sicuri di sé.

Bambini: i no che aiutano a crescere

Ecco alcune situazioni in cui bisogna saper dire di no secondo la psicoterapeuta Asha Philips. Davanti a pianti, richieste, capricci, i genitori spesso si trovano spiazzati, e molte volte, pensando di far bene, concedono ai piccoli quello che vogliono. Ma il non dire mai 'no' può avere conseguenze negative nella crescita dei bambini.

Ecco alcune situazioni in cui è importante essere capaci di dire 'no' secondo l'esperta.

- Non può dormire sempre in braccio
Sicuramente per un neonato la culla è un luogo meno accogliente e confortevole delle braccia della mamma, ma se si prende in braccio al minimo strillo, si rafforza in lui l'idea che solo la mamma va bene e che la culla è un posto tremendo.

Quello che bisogna fare è sistemare il piccolo nella sua culla, parlargli in modo tranquillo e amorevole e fargli capire che il suo lettino è un posto comodo e sicuro per dormire. In questo modo si dice 'no' al desiderio del bambino di restare tra le braccia della mamma e si afferma che quello è il suo posto.

- Non ha sempre fame
Spesso quando il neonato piange la mamma pensa subito che abbia fame e lo allatta. Ma in questo modo si trasmette il messaggio che il cibo è una fonte di conforto. La troppa importanza attribuita al cibo ha spesso origine dall'insicurezza della madre che pensa di non avere niente altro da offrire e che l'allattamento sia l'unica soluzione.

- Non andare in ansia, se piange un po'
Dopo il cibo, un'altra reazione comune al pianto del neonato è quello di offrire un'attività per farlo stare meglio. In questo modo il messaggio che arriva al bambino è: "Non sopporto di sentirti piangere, facciamo subito qualcosa per farti smettere".

Invece il piccolo ha bisogno di una persona sicura e calma che gli trasmetta il messaggio: "Non ti devi preoccupare, va tutto bene, sei solo stanco", in questo modo gli si dà il tempo di capire qual è l'origine del malessere e trovare il modo per superarlo con calma.

- Svezzamento, non si separa da te ma si apre al mondo
Alcune mamme affrontano il momento dello svezzamento con timore, e i bambini percepiscono questo sentimento, finendo per rifiutare il cibo. Bisogna invece che una mamma trasmetta al piccolo l'entusiasmo di introdurlo ai piaceri della vita, a sapori e odori diversi. Si può pensare allo svezzamento non "da" qualcosa, ma "a" qualcosa di nuovo e buono.

- Davanti a un capriccio non farti prendere dalla rabbia
Non dire di 'no' a un piccolo perché si ha paura dei suoi eccessi di collera, significa non educarlo a controllare l'aggressività e le emozioni negative. Il genitore che dice sempre sì, pensando di risparmiare al figlio una sofferenza, in realtà lo priva dell'opportunità di sviluppare degli strumenti per far fronte alle avversità. Il bambino in questo modo capisce che il genitore sta agendo per il suo bene. Sapere che qualcuno è disposto ad affrontare dei momenti sgradevoli per il nostro bene, ci dà sicurezza.

- Non farti prendere dal panico quando ti separi da lui
Uno dei momenti a cui è indispensabile dire no a un bambino è quello della separazione, che sia per andare all'asilo o stare con la baby sitter. Se un piccolo piange e si rifiuta di essere lasciato, la mamma non deve farsi prendere dal panico. Ma dimostrare al bambino che viene lasciato in mani sicure. In questo modo la mamma rafforzerà nel piccolo l'idea che starà bene anche senza di lei. Se invece una mamma indugia e alla fine non se ne va, ammette che solo lei può occuparsi di lui e che il mondo non è un posto sicuro.

- Non farlo dormire tutte le notti nel lettone
Molti bambini fanno fatica a dormire da soli e ogni notte si presentano nel lettone.
Ma non è positivo per un bambino avere il permesso di trascorrere ogni notte con i genitori. In questo modo gli si impedisce di diventare autonomo. Un bambino che ha paura e viene preso regolarmente nel lettone non elabora delle strategie per cavarsela da solo, e di conseguenza è sempre vulnerabile.

Il genitore deve trovare il modo per affrontare e risolvere questo problema. Parlarne con il bambino e cercare insieme delle strategie. Si possono trovare moltissime soluzioni: portare nel letto un giocattolo speciale, lasciare una lucina accesa, suggerirgli di mettere la testa sotto le coperte quando si sveglia..