Bimbi in salute? All'aperto anche in inverno

Non è più un segreto ormai, lo sanno tutti e lo dicono anche i pediatri: i bambini si ammalano meno se anche d'inverno escono e giocano all'aria aperta.

Bimbi in salute? All'aperto anche in inverno

Fuori, infatti, corrono meno rischi di essere contagiati da qualche virus rispetto a quando sono in casa o in altri luoghi chiusi.

I genitori, soprattutto quelli italiani, temono le uscite con il freddo per paura che i figli si ammalino. In realtà se ben coperti e portati fuori nelle ore centrali della giornata, avranno minori possibilità di essere esposti ai virus che invece si annidano nei locali chiusi e riscaldati.
Per coprirli nel modo adeguato è opportuno non dimenticare sciarpa, cappello, guanti per evitare otiti e bronchioliti ed asciugare i vestiti in caso si dovessero bagnare con la neve oppure giocando. In generale, i bambini devono essere coperti un poco di più di quanto si vesta una persona adulta, in quanto, nei primi anni di vita, hanno minori capacità di termoregolazione.

Questi i consigli della dottoressa Esposito, presidentessa della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica, per evitare raffreddori e influenze :
- arieggiare almeno una o due volte al giorno gli ambienti chiusi
- evitare contatti con soggetti malati
- non esporre i bimbi al fumo passivo
- per i bambini al di sotto dei 3 anni, privilegiare vacanze in luoghi con clima mite (mare, collina, campagna)

Ad ogni modo gli esperti precisano che i malanni di stagione non possono essere evitati del tutto, soprattutto dopo aver affrontato un autunno caldo: sono infatti i climi caldi a prolungare la vita di virus e batteri. Inoltre, in presenza di festività quali quella natalizia, le persone si ritrovano in gruppi incrementando la circolazione dei principali virus che interessano le vie aeree, tra cui il virus respiratorio sinciziale, i virus influenzali e i rhinovirus.

Non scoraggiatevi però: il sistema immunitario ha bisogno di essere stimolato per crescere bene e, piaccia o no, le malattie sono un fatto assolutamente normale durante lo sviluppo del bambino..