Come trasmettere le emozioni al feto in gravidanza

Per sapere quando le emozioni vengono trasmesse al feto è bene conoscere il suo grado di sviluppo e il momento in cui è pronto a percepire tutto ciò che deriva dall'esterno.

Come trasmettere le emozioni al feto in gravidanza



- Dopo le 20 settimane il feto può sentire le carezze di mamma e papà
“Il primo dei cinque sensi a svilupparsi è il tatto” evidenzia Rosanna Apa, professore associato di fisiologia della riproduzione all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “Per la precisione, a svilupparsi per primi sono i recettori responsabili delle sensazioni tattili presenti sulla pelle: già a otto settimane questi recettori cominciano a comparire intorno alla bocca e verso le 12 settimane su tutto il viso, i palmi delle mani, la pianta del piede, per poi estendersi progressivamente su tutto il corpo entro le 28 settimane.

- Già a 30 settimane il feto può sentire la voce di mamma e papà
“Le percezioni uditive vere e proprie sono legate allo sviluppo dell’orecchio medio, che inizia nel secondo mese di gravidanza ma giunge a maturazione solo nell'ottavo" spiega Rosanna Apa. "Si può dire che l’udito del bambino sia quasi normale intorno alla 35ma settimana, ma già diverse settimane prima è in grado di reagire ad alcuni stimoli sonori".

"A 30 settimane, il feto sente praticamente tutti i rumori materni di fondo, come i rumori digestivi o il battito cardiaco, che da subito impara a riconoscere come familiari, poi la voce della mamma ed anche quella del papà, che distingue dalla voce materna grazie al timbro più profondo” chiarisce la ginecologa. Che consiglia: “Sin da 28-30 settimane è importante cominciare a parlare al bambino, così ha tutto il tempo per memorizzare i suoni a lui cari e riconoscerli dopo la nascita: un processo ancor più importante se nascerà prematuro, poiché nei momenti in cui mamma e papà potranno andarlo a trovare sentire la loro voce sarà come ritrovare dei punti di riferimento perduti”.

Al tempo stesso, è bene evitare di esporre il feto a stimoli sonori troppo intensi e questo non perché possano danneggiare il sistema uditivo – ci vorrebbero rumori continuativi e davvero fortissimi per arrecare un tale danno! – ma perché comunque il feto ne viene disturbato: "Alcuni studi evidenziano come già dalle 26-28 settimane un rumore brusco o forte provoca un’accelerazione dei battiti cardiaci e dei movimenti fetali, mentre una musica melodiosa lo rilassa,” dice Apa.

- Dal liquido amniotico si imparano i gusti di mamma
Le papille gustative sulla lingua cominciano a formarsi intorno alle 8 settimane, e continuano il loro sviluppo fino alla nascita. Anche i recettori dell'olfatto iniziano a svilupparsi presto, intorno alle 8-9 settimane, quando cominciano a formarsi i nervi e i bulbi olfattivi. "Però non sappiamo esattamente quando tutti questi recettori comincino effettivamente a funzionare, e quindi da che epoca precisa il bambino percepisca i sapori e gli odori,” spiega Apa. Probabilmente tutto ciò avviene in qualche momento nel secondo trimestre.

Quello che è sicuro è che il regime alimentare della mamma influisce sulla composizione del liquido amniotico, nel quale passano le molecole aromatiche dei cibi. "Di conseguenza - sottolinea la ginecologa - inalando e deglutendo il liquido, un po’ per volta il feto impara a conoscere gli odori e i sapori della cultura alimentare materna, che dopo la nascita ritroverà nel latte prima e nei cibi che assumerà con lo svezzamento poi".

“L’importanza è non solo di tipo nutrizionale ma anche di tipo psicologico, perché il neonato riconoscerà subito l’odore della pelle della sua mamma e soprattutto del capezzolo, mentre dal sapore familiare del latte trarrà non solo nutrimento ma anche conforto e rassicurazione”.

- Dopo le 26 settimane il feto percepisce la luce che filtra nel pancione
“La vista è l’ultimo senso a svilupparsi: le palpebre infatti restano chiuse fino alla 26esima settimana, per consentire il corretto sviluppo della retina" spiega la ginecologa Apa. "Dopo quest’epoca, il feto riesce a percepire la luce che filtra attraverso il pancione, soprattutto se viene esposto a una fonte di luce intensa come quando si sta al sole con la pancia scoperta”.

In effetti, l’utero non è un ambiente buio come si potrebbe credere, ma attraverso la pelle la luce filtra, sia pure poco intensamente. Intorno alle 30 settimane, inoltre, le pupille sono in grado di restringersi o dilatarsi a seconda dell’intensità della luce, mentre se il pancione viene esposto ad un fascio luminoso, il bebè gira istintivamente la testa e le pulsazioni cardiache aumentano un po’.

“La vista del bambino, insomma, si sviluppa già nel pancione, anche se ci vorrà ancora qualche mese dopo la nascita perché i centri nervosi dell’occhio giungano a maturazione e il piccolo riesca a mettere a fuoco perfettamente le immagini” conclude Apa. “In ogni caso, il neonato è già in grado di riconoscere i contorni del volto della mamma a circa 20 centimetri di distanza: proprio la distanza alla quale si trova mentre prende il latte dal seno materno!”..