Cosa fare se il bambino picchia i compagni?

I litigi tra bambini, botte comprese, sono una normale tappa della crescita.

Cosa fare se il bambino picchia i compagni?

La componente aggressiva (che spesso preoccupa la famiglia) fa parte del comportamento sociale e della relazione che hanno tra di loro.

Quando il genitore si domanda, con una certa angoscia, come mai (e se è "normale") che il figlio picchi gli altri, in realtà, si sta ponendo un interrogativo sbagliato. Fino a sei-sette anni, non c'è l’intenzionalità di fare male (rancore e violenza non esistono) e infatti se lo scontro viene gestito direttamente tra bambini, in genere, dura pochissimo.

Il genitore, di fronte a questi comportamenti del bambino, non dovrebbe colpevolizzarlo e non dovrebbe intromettersi per aiutarlo a risolvere da solo i conflitti. Bisogna fargli capire che non va bene trattare male gli altri ed essere disponibile ad aiutare il bambino se lui lo chiede perché non riesce a gestire la situazione.

I bambini manifestano in modo immediato quello che sentono, vivono le emozioni allo stato puro, in modo spontaneo e senza filtri. I litigi (a volte, le botte) tra bambini sono episodi fisiologici, connaturati alla natura stessa del gioco. Ma i bambini, se lasciati stare, spesso hanno grandi capacità di trovare un accordo con gli altri compagni per fare in modo che il gioco prosegua.

Infine, di fronte agli episodi più gravi, secondo gli esperti, l'adulto può svolgere un'azione di "contenimento" forte. Se al parco, per esempio, il bimbo non smette di picchiare gli altri, il genitore dovrebbe dirgli, "allora andiamo a casa!".

E, in alcuni casi, è possibile valutare l'applicazione di una sanzione (intesa come perdita di un privilegio) come conseguenza diretta dell'accaduto. "Stasera non guardi la tv". .