DietaGift: niente calcoli né calorie

La restrizione calorica non fa dimagrire.

DietaGift: niente calcoli né calorie

E per più di una ragione: altera il metabolismo, setta l’organismo in modalità accumulo ed espone al tipico effetto yo-yo. Insomma, per perdere peso in modo sano e duraturo, dobbiamo lasciar perdere le scorciatoie e imparare a mangiare correttamente tutto l’anno.

«La strada che porta alla taglia giusta è una sola e non contempla privazioni, ma cibo di qualità, pasti liberi e movimento», spiega il medico e alimentarista Luca Speciani, ideatore della DietaGift.

Questa dieta consiste in un programma dimagrante che tiene conto dei “messaggi” lanciati da alcuni ormoni prodotti dal tessuto adiposo: le adipochine. Queste molecole-segnale hanno la capacità di indurre il nostro corpo a ingrassare o a dimagrire. Influenzano infatti il lavoro dell’ipotalamo, una ghiandola situata alla base del cervello, che “decide” se dobbiamo bruciare calorie oppure accumularle.

Fra i “messaggeri” più importanti c’è la leptina, che regola il senso di sazietà. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che, meno mangiamo, più i livelli di questa sostanza calano, a svantaggio della linea. Quindi, per stimolarne la produzione, e riuscire a perdere peso, dobbiamo andare nella direzione opposta rispetto alle comuni diete restrittive.

«Il rischio, altrimenti, è di costringere l’organismo a vivere con meno di quello che gli occorre, di inviare al corpo un segnale che rallenta il metabolismo e di privarci di nutrienti essenziali».

"Gradualità, personalizzazione, flessibilità e tono muscolare: applicando questi semplici principi si riesce a impostare l’ipotalamo in modalità “consumo” e a smaltire massa grassa", assicura il nostro esperto.

«Infatti, per attivare il metabolismo è necessario fornire all'organismo un adeguato apporto energetico. Se c’è “benzina” a sufficienza il corpo “brucia”, se il “carburante” manca, tutto si ferma e le calorie introdotte vengono trasformate in grasso. Ecco perché la prima regola della DietaGift è adottare menu normocalorici e non saltare gli appuntamenti a tavola.

Occorre poi prevedere, a colazione e pranzo, quantità equivalenti di carboidrati complessi, proteine e fibre vegetali, per evitare picchi di insulina (che fanno ingrassare). A cena, ok invece a proteine con verdura e frutta (sempre per tenere sotto controllo la glicemia). È inoltre indispensabile masticare con calma, regolare le porzioni in modo da non sentire fame tra un pasto e l’altro, puntare sui cibi di qualità e... muoversi (come gli scoiattoli)».

Un’alimentazione squilibrata favorisce le infiammazioni da cibo, che alterano l’equilibrio del microbiota intestinale e alimentano l’azione di batteri deputati all'ingrassamento. «Succede quando si opta per diete monocibo o mononutriente, come quelle iperproteiche», chiarisce Speciani. «Invece è fondamentale mangiare un po’ di tutto e variare nell'ambito di una stessa categoria di alimenti: alternare i cereali, consumare pesci diversi, assaggiare più tipi di legumi, mangiare frutta e verdura di tutti i colori»..