Fichi e prugne, dolcezze di stagione

Con agosto ci si appresta ad accogliere sulle proprie tavole i prodotti di stagione, come i dolci fichi e le succulente prugne.

Fichi e prugne, dolcezze di stagione

Sulla nostra salute hanno numerosi effetti positivi ed è pertanto bene introdurli nella propria dieta e consumarli quando il periodo è giusto. Di entrambi i frutti è presente la variante secca che, se per i fichi è più calorica, per le prugne presenta molte proprietà benefiche.

I fichi (Ficus carica L.) conquistano i palati dei più grazie alla polpa carnosa e al tipico sapore dolce, che li rende perfetti per preparazioni dolci come marmellate o per la farcitura di torte, ma anche per portate salate. È importante mangiare i fichi perché sono ricchi di vitamine (A, B1, B2, PP e C), calcio (fanno bene alle ossa) e polifenoli (antiossidanti naturali); hanno proprietà lassative (essendo ricchi di fibre) e antinfiammatorie (per la presenza di antiossidanti, minerali e vitamine). Inoltre svolgono un’azione di difesa della pelle e possono essere impiegati in impacchi per trattare ascessi e gonfiori, per disinfiammare i foruncoli, ottimi anche per curare le infezioni urinarie o polmonari, gli stati febbrili e le gastriti.

Originarie della Persia, invece, le prugne (Prunus domestica L.) sono state introdotte in Europa dai cavalieri della prima crociata intorno al 1.200. Spesso vengono consumate, oltreché perché buone, per il loro potere lassativo. Infatti sono ‘amiche’ dell’intestino e sono alleate della nostra salute, grazie alla gran quantità di potassio, calcio, fosforo, magnesio, ferro, vitamina A e C, polifenoli e fibre che contengono. Si possono acquistare sia fresche (45 kcal per 100 g di prodotto) sia secche; queste ultime hanno una maggiore concentrazione di sostanze nutritive, zuccheri, molecole ad azione antiossidante, ma sono anche più caloriche essendo disidratate.

PROPRIETÀ E CONTROINDICAZIONI DELLE PRUGNE
- svolgono un’azione drenante, disintossicante, saziante e regolatoria grazie alla presenza di molta acqua (88%) e a una buona quantità di fibre (soprattutto nelle prugne essiccate);
- proteggono il cuore e aiutano la regolazione della pressione sanguigna: si raccomanda di bere succo di prugna, ricco di potassio e povero di sodio;
- sono utili per i diabetici: il succo di prugna, infatti, contiene un alto contenuto di fibre in grado di impedire l’improvviso aumento di zuccheri nel sangue, mantenendoli sotto controllo;
- sono nemiche del colesterolo cattivo;
- in caso di anemia costituiscono una buona fonte di ferro, assorbimento ulteriormente aiutato dalla presenza di vitamina C;
- hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, per la presenza della vitamina A e dei polifenoli, che ci proteggono dai radicali liberi, nemici delle nostre cellule.
- sono fortemente lassative, essendo ricche di potassio (190 mg su 100 g di prodotto);
- esercitano un’azione preventiva contro l’osteoporosi: secondo ricerche statunitensi (Florida State University), pubblicate sul British Journal of Nutrition, le prugne secche sarebbero in grado di prevenire fratture ossee e l’osteoporosi nelle donne in menopausa.

Ci sono però anche delle controindicazioni: se consumate in grandi quantità, possono causare diarrea, meteorismo, flatulenza. Sono da evitare in caso di colite, in quanto provocherebbero gonfiore e un aumento degli spasmi.

Le prugne, infine, possono diventare un mini-pasto se consumate (fresche o secche) con lo yogurt e i cereali. Al mattino sono ottime per favorire i movimenti intestinali e depurarsi, mentre durante il giorno si rivelano un valido spuntino per sedare la fame nervosa. Un decotto a base di prugne può essere quel che occorre per tonificare l’organismo prima di andare a letto..