Fluoro ai bambini? Se serve sì

L’argomento "fluoro" manda spesso in confusione i genitori perché ci sono diverse scuole di pensiero.

Fluoro ai bambini? Se serve sì

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha detto che questa profilassi è importante.

Il fluoro è un minerale presente in natura ed è molto importante perché contribuisce a rafforzare lo smalto dei denti (lo smalto è il rivestimento esterno, che protegge e dà durezza
al dente), interviene nella formazione del tessuto dentale, assicurandogli robustezza e resistenza ed è in grado di contrastare l’azione dei batteri, tra cui, in particolare, lo streptococco mutans, implicati nello sviluppo delle carie.

Lo troviamo sia nelle acque che negli alimenti, ma a volte la concentrazione non è tale da raggiungere la dose minima necessaria per svolgere la sua azione benefica ed è in questo caso che bisogna integrarlo.

Generalmente è il pediatra a decidere se è il caso di prescrivere delle goccine di fluoro, perché lui conosce le informazioni personali sul bambino, per esempio che tipo di acqua beve (le acque, sia in bottiglia che del rubinetto di casa, hanno concentrazioni di fluoro differenti), se è allattato al seno o artificialmente, cosa mangia, eccetera.

Si può iniziare già da quando spuntano i primi dentini e proseguire addirittura a più riprese, fino ai 12-14 anni. Se somministrato indistintamente a tutti i bambini, può generare iperfluorosi, cioé eccessiva introduzione di fluoro e danni che si manifestano in macchie biancastre o giallastre ai denti.

Questo accade soprattutto se si prendono gli integratori quando in realtà non ce n'è bisogno poiché già si assume fluoro a sufficienza.

Per quanto riguarda i dentifrici, prima dei tre anni i bambini tendono a inghiottire il dentifricio, per cui viene consigliato alle mamme di fargliene utilizzare in minime quantità. Così si impedisce che il bambino ingerisca fluoro destinato a un uso locale, esponendosi al rischio di fluorosi. .