Frasi comuni a tutti i genitori... Purtroppo!

Quando si diventa genitori spesso si giura e spergiura sulla tutina del pargolo – soprattutto se è il primo – che mai e poi mai si diranno le frasi che i propri genitori erano soliti snocciolare mentre si era ancora soltanto figli.

Frasi comuni a tutti i genitori... Purtroppo!



Sì, perché si crede sempre di saperla più lunga di chi ci ha preceduto e non ci si rende conto che, volenti o nolenti, il bagaglio che ci portiamo dietro è composto anche delle esperienze date dalla famiglia d'origine.

Arriverà pertanto un momento in cui ci si ritroverà a dire esattamente le stesse frasi, con lo stesso tono e persino con le stesse parole che la mamma usava se si combinava un guaio. Ecco allora le frasi comuni e più noiose che i genitori dicono almeno una volta nella vita ai propri figli:

- "Te l'avevo detto”: non importa se il figlio ha 2 mesi o 30 anni: la soddisfazione di pronunciare queste parole è impagabile. A volte infatti si avvertono i propri pargoli di non combinare un guaio e quando magari lo fanno – diciamoci la verità – c'è un po' di compiacimento nell'osservare che gli esiti sono esattamente quelli previsti da quella vecchia volpe di mamma o papà.

- “Mio figlio è troppo avanti”: tutti i genitori sono convinti che i propri bambini siano dotati a 2 anni di un quoziente intellettivo superiore. Spesso, invece, i progressi compiuti dai figli in realtà rappresentano un normale sviluppo della crescita.

- “Ai miei tempi..”: quando viene detta questa frase, probabilmente i figli si immaginano mamma e papà mentre cucinano zampe di drago nel Mesozoico, vestiti solo di pelli. E' normale per i genitori ripensare al passato come l'Età dell'Oro, ma è anche altrettanto vero che devono vivere il presente, quello dei loro figli.

- “Vedremo”: è l'espressione per eccellenza usata dai genitori per prendere tempo. Non è dato sapere quanto, però. Quel “vedremo” potrebbe significare: “vedremo se per quando sarai promosso ti comprerò il videogioco” o “vedremo se il giorno del tuo quarantesimo compleanno ti regaleremo una cravatta”. In genere mamma o papà devono ancora decidere se prendere una posizione e si trincerano dietro un'incertezza – che faranno passare ai figli come fermezza assoluta – per discutere ancora un po' sul da farsi.

- “Perché sì/perché no”: se c'è una cosa su cui non si può discutere è proprio l'imposizione dell'autorità genitoriale senza altre spiegazioni. Un dialogo tipico potrebbe essere questo: - “Michelino: sei in punizione!” - “Perché?” - “Perché sì” - “Perché??” - “Perché sì, chiaro?” Ai figli non resta che contare gli anni che mancano alla maggiore età..