Gerusalemme: tutti i leader del mondo contro la decisione di Trump

Trump riconosce Gerusalemme come capitale di Israele, stravolgendo uno status quo che, difficilmente, non avrà conseguenze.

Gerusalemme: tutti i leader del mondo contro la decisione di Trump



Durissima la reazione del presidente francese, Emmanuel Macron: la Francia, "non approva" la "deplorevole" decisione del presidente Usa, ha detto il capo dell'Eliseo, che però invita alla calma.

"Siamo in disaccordo con la decisione degli Stati Uniti di spostare la loro ambasciata a Gerusalemme e riconoscerla come capitale d'Israele prima di un accordo sullo status finale", inoltre "crediamo essa non sia utile per quanto riguarda le prospettive di pace nella regione", ha detto la prima ministra britannica, Theresa May, la quale aveva sempre dichiarato che Gerusalemme "dovrebbe diventare capitale condivisa" nella soluzione a due Stati.

Un No secco arriva anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel: "Il governo tedesco non appoggia questo comportamento, perché lo status di Gerusalemme va negoziato all'interno della cornice della soluzione di due Stati".

Estrema preoccupazione è stata manifestata dall'Egitto, in una nota: "L'Egitto denuncia la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele e respinge ogni effetto di questa decisione".

La Turchia, poi, ha bollato come "irresponsabile e illegale" la decisione dell'amministrazione americana. "Condanniamo questa dichiarazione irresponsabile dell'amministrazione americana - ha scritto su Twitter il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu - la decisione è contro il diritto internazionale e contro importanti risoluzioni Onu".

Quella che riguarda Gerusalemme è "una pericolosa escalation", una "sentenza di morte per la pace", ha dichiarato il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, citato da al-Jazeera.

Federica Mogherini ha detto che "l'Unione europea esprime grave preoccupazione per l'annuncio di oggi del presidente americano su Gerusalemme e le ripercussioni che questo può avere sulle prospettive di pace" e ha ribadito che la posizione europea sulla ricerca di una soluzione a due Stati "resta immodificata".

Anche il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, ha esortato a definire il futuro di Gerusalemme "nell'ambito del processo di pace basato sui due Stati, Israele e Palestina".

Per discutere la decisione degli Stati Uniti e le possibili contromisure un altro summit è stato chiesto da Palestina e Giordania, si tratta di quello della Lega araba. Riunione convocata con urgenza per sabato.
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