Gli assistenti vocali temono gli ultrasuoni

C'è un nuovo pericolo per i nostri smartphones: gli ultrasuoni.

Gli assistenti vocali temono gli ultrasuoni



Ogni smartphone infatti è dotato di un’assistente virtuale in grado di percepire comandi vocali ed effettuare diverse operazioni. Attraverso un attacco ad ultrasuoni, potrebbe essere richiesta l’apertura di un sito web dannoso, il download o l’inoltro di alcuni dati e quant’altro. Questa tecnica è già conosciuta con il nome di “DolphinAttack”.

Alcuni ricercatori, hanno infatti deciso di registrare dei comandi vocali, li hanno portati ad una frequenza di 20.000 hz e poi attraverso un’amplificatore, un trasduttore ultrasonico ed una batteria hanno inviato i comandi agli smartphone.

L’esito è stato positivo: Siri, Alexa, Google Assistant e Samsung S Voice sono tutti vulnerabili a questo tipo di attacco. Le registrazioni sono state effettuate anche in diverse lingue tra cui Inglese, cinese, francese, spagnolo e tedesco, sempre con lo stesso esito.

Piccola nota positiva per iOS: il comando Hey Siri riesce a riconoscere la voce del proprietario quindi è più difficile da attivare da parte di persone estranee, tuttavia anche con Siri i test ultrasonici hanno dato lo stesso risultato..