Helicobacter pylori: dai probiotici un aiuto in più

L’Helicobacter pylori è il batterio responsabile di gastriti e dispepsie (difficoltà digestive e bruciori di stomaco).

Helicobacter pylori: dai probiotici un aiuto in più

I probiotici svolgono un importante ruolo nel supportare la terapia farmacologica e nel migliorare tutto il quadro clinico. L’associazione di probiotici ideale, in abbinamento con gli antibiotici, è quella che somministra in forma microincapsulata due ceppi batterici: il Bifidobacterium e il Lactobacillum.

Una capsula al giorno, per i dieci giorni di terapia e per i due mesi successivi al trattamento, riequilibra il microbiota gastrointestinale e completa l’opera di eradicazione del batterio iniziata dagli antibiotici. «Non solo. Riducendo gli effetti collaterali degli antibiotici (diarrea, meteorismo, flatulenza) migliora la compliance, cioè l’aderenza alla terapia», spiega Dino Vaira, professore straordinario di medicina interna al policlinico Sant’Orsola di Bologna.

L’Helicobacter pylori è stato scoperto nel 1983 dall'anatomo-patologo Robin Warren e dal suo allievo Barry J.Marshall, premio Nobel per la medicina nel 2005. «Fino ad allora gastrite e dispepsia venivano attribuiti allo stress», spiega il professor Vaira.

«Si tratta, invece, di infezioni causate dal batterio che può provocare non pochi guai. Inizialmente si ha una forte infiammazione della mucosa gastrica. In un secondo stadio subentra l’atrofia e la progressiva distruzione delle ghiandoline che secernono acido cloridico, fondamentale per la digestione (in questa fase può comparire l’ulcera gastrica). Il terzo step è la metaplasia: un’alterazione delle cellule dello stomaco che può evolvere in tumore»..