I luoghi italiani che portano fortuna

Ci sono in Italia luoghi simbolici, statue da baciare, mosaici da calpestare, vicoli da girare per trovare la fortuna.

I luoghi italiani che portano fortuna

Eccone alcuni:

Statua di Giulietta: Verona è il tempio mondiale di chi cerca buona sorte nelle faccende di cuore. Per essere baciati dalla fortuna bisogna appoggiare una mano sul seno destro della statua di bronzo di Giulietta, proprio sotto il famoso terrazzino.

Gioielli del toro: al centro della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, c'è un mosaico raffigurante un toro, con i tasselli letteralmente consumati in corrispondenza delle parti basse. Leggenda vuole che porti fortuna mettere il tallone del piede destro sugli attributi dell'animale, chiudere gli occhi e compiere un giro di 360 gradi.

Il Porcellino: si trova nel Mercato Nuovo di Firenze la statua risalente alla metà del '700. Perché la fortuna vi travolga bisogna strofinare il naso del Porcellino e poi mettergli una monetina nella bocca: se la monetina cadendo riesce ad oltrepassare la grata dove finisce l'acqua, allora la buona sorte è in arrivo.

La Fontana di Trevi: bisogna lanciare la moneta con la mano destra sopra la spalla sinistra. Questa tradizione nasce dal film “Tre soldi nella Fontana”, secondo cui il lancio di una sola monetina farà tornare a Roma, il lancio di due monete farà trovare l'amore, il lancio di tre monete porterà a delle nozze nella capitale.

La Statua di Guidarello: si trova a Ravenna alla Loggetta Lombardesca. La tradizione vuole che chi baci la statua di Guidarello si sposi entro l'anno, motivo per cui negli anni le labbra di questo monumento – una statua funebre – siano state consumate dai continui baci di ragazze e turiste in cerca dell'amore.

Il toro e il viaggiatore: a Torino, in piazza San Carlo, è raffigurato un toro, considerato motivo di fortuna. In città c'è anche un altro luogo mèta di pellegrinaggio per gli scaramantici, in Piazza Castello: un medaglione raffigurante Cristoforo Colombo con un mappamondo in mano. Bisogna sfregare il dito mignolo del grande navigatore.

L'ossario: a Napoli. Si tratta del suggestivo Cimitero delle Fontanelle, vero e proprio ossario, che raccoglie i resti delle vittime delle epidemie che hanno afflitto la città in varie epoche, che non hanno potuto avere migliore sepoltura. I resti sono stati nei secoli oggetto di venerazione, per la convinzione che avessero la capacità di operare miracoli.

La fontana delle tette: a Treviso c'è un'antica fontana raffigurante un busto di donna, che ai tempi della Repubblica di Venezia spillava direttamente del vino. Anche se oggi quella che resta nel cortile di Palazzo Zingoli è solo una copia, pare che porti bene accarezzare il seno della statua.

La fontana dei matti: bisogna recarsi alla Fontana del Bergello, nota anche come Fontana dei Matti e fare il giro tre volte intorno alla fontana alla presenza di un eugubino..