Il mondo dei bambini: come comprenderlo meglio

I primi anni dell’infanzia sono spesso costellati da capricci.

Il mondo dei bambini: come comprenderlo meglio

«Il bambino vorrebbe controllare il mondo che lo circonda, sconosciuto e complicato. Un esempio è il pianto del neonato per chiamare la mamma. Piango e la mamma arriva, ma se piango e lei tarda allora mi dispero come per punirla della sua “insubordinazione”.

Prendilo in braccio senza paura di viziarlo: il piccolo non capisce, ma “sente” l’abbraccio consolatorio», spiega la psicopedagogista Elena Urso.

Quando è più grande, come cavarsela con le bizze serali?

«Un contrattempo classico è quando il bambino si rifiuta di venire a tavola perché sta giocando. Non serve impuntarsi: permettigli piuttosto di portare qualche giochino con sé. Con una frase semplice e comprensibile puoi suggerire l’idea che i suoi pupazzetti siano affamati, perché non invitarli a cena?», dice la psicopedagogista Elisabetta Rossini.

Anche il bagno crea spesso conflitti

«Anche qui conviene entrare con grazia nel loro mondo fatato. Basta un “Non ti sembra che quel dinosauro abbia bisogno di uno shampoo?” per trasformare la routine del bagno in una favolosa seduta di gioco», continua la pedagogista.

E come comportarsi con le paure, una tra tutte quella dei “mostri”?

«È inutile cercare di risolvere razionalmente, insistendo che i mostri non esistono. Meglio armarsi di fantasia, prendendo per esempio un sacchettino vuoto e spiegando che racchiude una polvere invisibile ma scacciamostri, spargerla ben bene prima di dormire e lasciare a lui il sacchetto in caso di necessità improvvisa», suggerisce l’esperta. Insomma nessuna rigidità, ma accoglienza… con una punta d’astuzia.

Con l’inizio della scuola il bambino ha ormai ben chiaro che il mondo non si muove secondo i suoi desideri ma che esistono regole da rispettare. Non a caso questo è il periodo delle prime bugie.

«Si tratta di solito di strategie difensive, come un voto o una marachella tenuti nascosti», continua Urso. Anche qui è meglio muoversi con delicatezza. «Non smascheriamolo, sorvoliamo pure su qualche piccola bugia. Se decidiamo di “sgamarli”, facciamolo senza sanzioni: i bambini “aggiustano” la realtà per scampare a frustrazioni e dispiaceri, in fondo lo facciamo spesso anche noi».

Altro discorso è spiegare, quando guardano tv e pc, la differenza tra realtà e finzione. «Il sistema è uno solo: passare un po’ di tempo con loro davanti al video e spiegare che quell'incredibile salto di parkour è stato provato decine di volte prima che fosse filmata la sequenza perfetta. In questo caso è meglio essere chiarissimi: spesso ciò che si vede sullo schermo, realtà non è», conclude l’esperta.

Amico immaginario: istruzioni per l'uso

«Non preoccuparti se il tuo bimbo ha un amico immaginario: lui sa benissimo che non esiste, ma questa figura invisibile è spesso un escamotage che serve al piccolo per proiettare fuori da sé paure e frustrazioni. Accogli il suo “compagno” senza remore e, soprattutto, impara ad ascoltare questo alter ego invisibile. Usalo come un canale comunicativo: il tuo bambino spesso userà lui per esprimere le sue incertezze e timori», spiega Elisabetta Rossini.

E...buona fortuna con i vostri bimbi!.