Il secondogenito subisce meno l'ansia materna

Quando in famiglia arriva un secondogenito, è interessante osservare quelle che sono le differenze di approccio da parte dei genitori verso il primo arrivato e nei riguardi dei più piccoli.

Il secondogenito subisce meno l'ansia materna



«I primogeniti introducono i loro genitori al mondo delle cure e dell’accudimento - spiega Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore presso il dipartimento di scienze biomediche dell’Università degli Studi di Milano-. Si può dire che quando nasce il primo figlio nascono anche i suoi genitori, che perciò sono inesperti e certamente più ansiosi di quanto succede invece con il secondogenito che li trova più esperti e tranquilli, grazie alla fase di rodaggio che hanno vissuto col primo nato».

«I fratelli si osservano fra di loro, i più piccoli imparano dai più grandi e i più grandi osservando mamma e bambino più piccolo apprendono tantissimo sul ruolo genitoriale - chiarisce Simonetta Gentile, responsabile del reparto di psicologia clinica all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma che aggiunge - L’empatia è una qualità importante che aiuta chi la sviluppa nel migliore dei modi a uscire dall’egocentrismo, una fase sicuramente tipica di ogni bambino. Tutti i bambini si credono, per un certo periodo, al centro dell’universo, quando hanno dei fratelli capiscono prima che non è così».

Secondo gli studi più recenti, inoltre, i secondogeniti sono più inclini a seguire le proprie passioni e per questo, quando si tratta di fare le scelte di vita si orientano, rispetto ai primogeniti, su facoltà che offrono sbocchi lavorativi meno remunerativi, ma più propensi a soddisfare le proprie passioni, mentre i primogeniti scelgono percorsi come quelli ingegneristici o medici .

«Spesso sui primogeniti si concentrano più attenzioni, ma anche più aspettative. Lo stile educativo con i secondogeniti è necessariamente più flessibile e meno esigente», commenta il professor Pellai. «Se da una parte è vero che i secondi figli devono dividere tempo, spazio e attenzione con i fratelli, dall’altra vengono caricati meno dalle ansie materne. O meglio tutte le ansie della donna si riversano sul figlio quando è unico, si ripartiscono equamente quando sono più di uno - chiarisce ancora la dottoressa Gentile.- Ai nostri giorni, inoltre, le donne non possono più contare su figure di aiuto e sostegno come ai tempi delle famiglie patriarcali. Sono sole e devono dividersi e giocare tanti ruoli: la mamma, la moglie, la lavoratrice e quindi sul figlio, quando è unico, riversano a maggior ragione tutte le loro aspettative»..