L'allattamento incide sulla dieta futura del bimbo

Una nuova ricerca dimostra che, anche a 6 anni, essere stati allattati al seno possa fare la differenza nell'alimentazione quotidiana orientando il gusto del piccolo fin dallo svezzamento.

L'allattamento incide sulla dieta futura del bimbo



I ricercatori sono partiti da un quesito: c'è un legame fra le poppate al seno (esclusive o no) e le future preferenze alimentari del bambino, ormai svezzato e cresciuto? Per stabilirlo, hanno raccolto dati e hanno valutato la frequenza media a 6 anni del consumo quotidiano di vari gruppi di cibi e bevande.

Da queste rilevazioni statistiche, è emerso che il consumo di frutta e verdura è maggiore in chi ha assunto latte materno. Non solo: il ricorso a bibite dolci è inversamente proporzionale alla durata di qualunque forma (esclusiva o no) di allattamento al seno. Insomma, l’allattamento materno sembra essere una buona palestra per amare i vegetali e resistere alla tentazione delle bevande zuccherine, che sono tra i principali indiziati di sovrappeso e carie.

Questo studio proverebbe che, oltre ai già noti benefici di salute, il latte materno vanti effetti anche a lungo termine sull’adozione quotidiana di corrette abitudini alimentari. A sei anni, infatti, mangiare più vegetali e non eccedere nel consumo di bevande dolci sono comportamenti virtuosi che contribuiscono a spiegare – insieme ad altri fattori – perché l’allattamento al seno risulti protettivo nei confronti dell’obesità infantile e di altre malattie croniche legate ad alterazioni del metabolismo.

Il latte materno è una sorta di "dizionario" dei sapori, che riassume in sé gli aromi e i profumi dei cibi che la mamma mangia. Non solo: il colostro, cioè il latte che il seno produce nei primi giorni di vita, ha una nota aromatica che richiama il sapore del liquido amniotico "assaggiato" dal feto nei 9 mesi.

Ecco perché, dopo il parto, si consiglia di mettere subito il neonato addosso alla mamma senza lavarlo prima..