Lasciare il lavoro per i figli, sì o no?

La domanda più ricorrente tra le neomamme è "come farò a tornare al lavoro"? La risposta istintiva in quei momenti di stanchezza sarebbe "non ce la farò mai, mollo tutto" ma stanchezza e stress non sono le migliori alleate per fare una scelta ponderata.

Lasciare il lavoro per i figli, sì o no?



Anche perché lasciare il lavoro è semplice ma rischia di essere una strada a senso unico, senza possibilità poi di tornare indietro e cambiare idea.Come mettersi allora nelle condizioni di trovare il proprio equilibrio e fare le scelte più giuste per ciascuno di voi? Un primo esercizio utile è prendersi un paio d’ore per riflettere con calma e ordinare le idee.

Chiedetevi quali sono le vostre priorità. Che cosa è urgente e che cosa è importante per voi, come mamma ma anche come donna, come lavoratrice, forse come moglie? La matrice del tempo di Covey - consulente aziendale e formatore - serve per ripensare a come organizziamo il nostro tempo in base a due parametri, urgenza e importanza.

Se una cosa è urgente e importante, ha la priorità; se invece non è né urgente né importante può aspettare. Però non tutte le cose urgenti sono anche importanti. Per esempio: sterilizzare ciucci e biberon 3 volte al giorno è davvero importante? Se anche una volta nostro figlio mangia omogeneizzati invece che pappa fatta in casa fresca è un dramma? Di altre cose che noi riteniamo importanti (casa con mutuo) possiamo programmare meglio la tempistica perché non diventino sempre un’urgenza.

Le cose importanti invece sono quelle che rispecchiano i nostri valori.

Se il lavoro non c’è né nella lista delle cose urgenti né di quelle importanti, le ipotesi sono due. O avete la fortuna di non dover lavorare per mantenervi o c’è un problema.
Perché non riconoscete al lavoro alcuna importanza, anche se vi consente invece l’indipendenza economica. Molto spesso si cade nella trappola del "breve termine": il nido o la baby-sitter mi costano più di quanto guadagno al lavoro, e quindi lascio.

Può essere vero, ma dal 3° anno (dal 2° nelle sezioni "primavera") la scuola pubblica è gratuita, mentre se una donna esce dal mercato del lavoro è molto difficile che ci rientri, statistiche alla mano. Anche perché purtroppo di questi tempi il lavoro del marito - che una volta in sociologia era definito il bread-winner, ovvero quello che porta a casa il pane, non è più così sicuro e stabile come prima. A voi la scelta..