L'Ue investirà due miliardi per l'Intelligenza Artificiale

Il mondo corre rapido sul terreno dell’Intelligenza Artificiale.

L'Ue investirà due miliardi per l'Intelligenza Artificiale

Cina, Stati Uniti e Giappone fanno passi da gigante. L’Europa è alle loro spalle.

Il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta: ieri 25 governi hanno lanciato l’Alleanza Europea per l’Intelligenza Artificiale. La dichiarazione sottoscritta a Bruxelles in occasione del Digital Day 2018 sancisce l’avvio di una cooperazione che consentirà al Vecchio Continente di muoversi come un sol blocco, o almeno questo è l’obiettivo.

Tra due settimane arriverà un maxi-piano della Commissione Ue che si articolerà su tre pilastri: un miliardo per gli investimenti in ricerca nel biennio 2019-2020, un codice etico per mettersi al riparo dai rischi legati al progresso e una strategia per affrontarne gli impatti socio-economici.

Dal settore energetico all’agricoltura, dall’educazione alla sanità, «l’Intelligenza Artificiale sta già cambiando il mondo in cui viviamo» si legge nella bozza della Comunicazione che Bruxelles pubblicherà il prossimo 25 aprile. Ma soprattutto l’Ia sarà «un elemento chiave per la crescita economica».

La Commissione propone di «decuplicare gli investimenti in Intelligenza Artificiale (Ia) di governi e privati nell’arco dei prossimi 10 anni».


I singoli governi si impegnano a investire nello sviluppo dell’Ia, ad allineare le proprie agende della ricerca, a rendere l’Ia accessibile a tutte le imprese e a lavorare sugli aspetti etici, legali e socio-economici.

Gli interventi nazionali si aggiungeranno al piano Ue che prevede, da qui al 2020, un investimento di oltre un miliardo di euro per sostenere la ricerca, per agevolare la collaborazione tra gli Stati e per facilitare l’accesso alle nuove tecnologie per le piccole e medie imprese.

Bruxelles sottolinea che i posti di lavoro creati dall’Ia sono già 1,8 milioni, cresciuti al ritmo del 5% annuo dal 2011.

Entro fine anno un gruppo di esperti svilupperà infine un codice etico che ruoterà attorno alle parole «sicurezza e responsabilità» e inizierà un «monitoraggio continuo» per rispondere alle evoluzioni. Insomma: sviluppo sì, ma con le cinture di sicurezza..