Mettere in regola la baby sitter non è difficile

Mettere in regola la baby sitter non è difficile






Cos'è che frena i genitori dal mettere in regola la baby sitter? Costi e burocrazia.

Così spesso – si stima in oltre il 50% dei casi – chi ha il compito di accudire i bambini mentre mamma e papà sono al lavoro, non ha un contratto. Il rapporto con la famiglia si basa su accordi verbali e nella maggior parte dei casi sulla fiducia reciproca. Eppure regolarizzare è meno complicato di quanto si possa pensare.

L’attività di baby sitter rientra nella categoria professionale dei lavoratori domestici, come colf, assistenti per anziani, giardinieri e custodi. L’assunzione va quindi regolarizzata con il contratto previsto a livello nazionale per questa categoria. Naturalmente i costi variano a seconda dell’orario, del numero di bambini, dell’esperienza, delle mansioni.

La spesa finale risulterà più alta rispetto a una collaborazione in nero perché include anche i contributi. Ma la valutazione dovrebbe andare oltre il solo aspetto economico. Regolarizzando la figura della tata si evitano multe e il pagamento dei contributi arretrati, si hanno agevolazioni fiscali in fase di denuncia dei redditi e, soprattutto, si è tutelati in caso di incidenti o controversie: senza un regolare contratto di lavoro, infatti, non è possibile dimostrare la responsabilità della baby sitter nei confronti del bambino.

Per chi accudisce il piccolo, i vantaggi di farlo sotto contratto sono ancora più evidenti: prestazioni assicurative e pensionistiche, tredicesima e liquidazione, ferie pagate. Il rapporto di lavoro va comunicato all’Inps, dopodiché la famiglia verserà i contributi trimestralmente. Un esempio: su una retribuzione oraria concordata di 4-5 euro all’ora, il contributo sarà di circa 1,50 euro. Ipotizzando un orario settimanale di 24 ore, il costo totale per la famiglia sarà di poco più di 500 euro.

Per chi necessita di una baby sitter soltanto occasionalmente o per poche ore al mese, la soluzione più pratica sono i voucher dell’Inps. Si tratta di buoni del valore di 10 euro già comprensivi dei contribuiti pensionistici e della copertura assicurativa Inail.

Il valore netto per la baby sitter sarà di 7,50 euro per voucher. Si possono acquistare, oltre che on line e nelle sedi Inps, anche dal tabaccaio, senza quindi dover fare lunghe code negli uffici. Prima dell’inizio della prestazione di lavoro, è necessario comunicare all’Inps (tramite call center, on line o agli sportelli) i dati di committente e prestatore, oltre a luogo, inizio e fine del lavoro.





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