No al baby talk per parlare con i bambini

Sillabe ben scandite, frasi pronunciate lentamente, vezzeggiativi graziosi e paroline dolci come pancino: è questo il classico repertorio linguistico che i genitori sfoderano di fronte ai propri piccoli sin dai primi mesi di vita.

No al baby talk per parlare con i bambini



Se l'intento è quello di rendere più facile la comprensione al bebè, meglio cambiare registro e rivolgersi a lui come si parlerebbe con un adulto: infatti un ampio studio pubblicato sulla rivista Psychological Science dimostra che lo stile del linguaggio di mamma e papà quando si rivolgono al proprio figlioletto è tutt'altro che chiaro.

Si tratta di uno studio senza precedenti basato sul confronto del linguaggio di un campione di mamme quando si rivolgevano al proprio piccolo (di 18-24 mesi) e del linguaggio usato quando invece il proprio interlocutore è un adulto.

Gli esperti hanno analizzato e confrontato tra loro la chiarezza (comprensibilità) di ore e ore di questi approcci linguistici delle mamme coi propri bimbi e con altri adulti (gli sperimentatori stessi) ed hanno visto che il contrasto sonoro tra sillabe tra loro simili e quindi facili ad essere confuse (come 'ba' e 'pa') - indice di comprensibilità - è in realtà maggiore quando ci si rivolge a un adulto che non quando ci si rivolge a un bimbo piccolo.

In altri termini una frase pronunciata con voce cantilenante e scandendo bene le parole, magari accentuando i suoni, è meno comprensibile della stessa frase pronunciata normalmente senza tutti questi infantili adattamenti..