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Ponte Morandi, l'ultima scoperta shock

Il documento "di programmazione del rischio" (in cui nel 2014 venne scritto che il ponte Morandi di Genova era a rischio crollo) veniva compilato anche coi dati ricevuti dai sensori che Autostrade aveva montato anni prima.

Ponte Morandi, l'ultima scoperta shock



Tuttavia, gli investigatori hanno scoperto che dal 2015 quell'impianto di monitoraggio strutturale non funzionava più, perché tranciato da lavori sulla carreggiata.

I sensori, dicono gli inquirenti, non erano stati sostituiti nonostante il Cesi e il Politecnico di Milano ne avessero consigliato l'installazione.

Anche i vertici del ministero delle Infrastrutture nel 2015 erano a conoscenza del “rischio crollo” e di quel documento finora segreto, ma sequestrato dalla Guardia di Finanza nella sede di Atlantia e di Autostrade.

Gli inquirenti si chiedono perché, nonostante i sensori fossero rotti e ci fosse un unico sistema di monitoraggio, il "rischio crollo" non era stato preso in considerazione: una delle ipotesi è che si dovesse risparmiare sui costi di gestione e che una chiusura parziale o totale della struttura potesse influenzare l'entrata nell'asset aziendale di nuovi soci cinesi e tedeschi..

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