Posizione podalica: strategie per far girare il bimbo

Non appena la situazione nell'utero si fa stretta, quasi tutti i bebè si sistemano nella posizione che rende il parto il meno complicato possibile, cioè con la testa verso il basso.

Posizione podalica: strategie per far girare il bimbo

C'è però un 3-4% di bambini che non ne vogliono sapere di girarsi, e arrivano in prossimità del parto in posizione podalica, cioè con la testa verso l'alto e il sederino oppure i piedini verso il canale vaginale.

È la fine del sogno di un parto normale? Spesso è così, poiché l’espulsione per via vaginale può essere rischiosa in questa posizione. Solo pochi operatori sono specializzati nell'assistenza al parto per vie naturali di un bambino podalico, tanto che la maggior parte dei ginecologi consiglia il parto cesareo, come fanno del resto le Linee guida del Ministero della salute dedicate al taglio cesareo, per le quali la presentazione podalica è proprio una delle indicazioni per effettuare l'intervento.

Alcune mamme accettano senza problemi la posizione del bambino e l'idea di un cesareo, mentre altre vogliono provare a tutti i costi a far fare al piccolo una capriola che lo metta nella posizione giusta. Perché in molti casi, almeno in linea di principio, un'inversione nella pancia della mamma è ancora possibile.

Anche chiamata versione cefalica esterna, è una manovra che deve essere eseguita da un operatore esperto, ed è l'unica strategia per la quale è scientificamente dimostrata una certa efficacia. In pratica, l'operatore cerca di "spostare" il bambino manipolando l'addome della mamma sotto costante controllo ecografico. In genere, prima della manovra alla mamma vengono somministrati dei farmaci che aiutano a distendere l'utero.

La manovra di rivolgimento, che viene eseguita solo in alcuni ospedali specializzati, è l'unica strategia per la quale è scientificamente dimostrata una certa efficacia.

Altri metodi per convincere il piccolo a fare la famosa capriola, invece, si basano su strategie di rilassamento e di dialogo con il bebè. L'ostetrica tedesca Christine Graf, specializzata da tempo in questo ambito, propone per esempio:

- viaggio di fantasia: con la guida di un’ostetrica, la gestante fa un viaggio mentale nel proprio utero. La mamma chiede al piccolo come sta, come si sente e perché non voglia girarsi. Si concentra sul suo piccolo, sente i propri desideri inconsci e preoccupazioni (per esempio la paura del parto naturale) e ne può parlare con l’ostetrica. Tutto ciò - ritiene Graf - avrebbe un effetto rilassante e potrebbe influenzare la posizione del piccolo.

- aptonomia: la mamma prende contatto con il piccolo attraverso le proprie mani. Il bambino sente in modo chiaro queste tenerezze: Alcuni nascituri si rannicchiano nella pancia sotto i palmi delle mani della loro mamma. Quando il feto, dopo alcuni giorni, si è abituato a queste “carezze” si cerca di attirarlo dolcemente verso la direzione giusta per farlo girare.

- pallina sonora: il piccolo dovrebbe seguire i suoni di una pallina sonora. La pallina viene fatta ruotare più volte sulla pancia, e più precisamente dal punto in cui si trova la sua testa verso quello in cui si desidera che la testa si sposti, cioè nella direzione dell’osso pubico.

Attenzione: anche in questo caso non ci sono né prove scientifiche della validità di questa strategie, né solidi fondamenti scientifici per cui dovrebbero funzionare. Sono però strategie che favoriscono il contatto tra mamma e bambino ancora prima della nascita, e che di sicuro non hanno controindicazioni. Mal che vada, si sarà passato un po' di tempo in contatto con il proprio bebè, in una situazione intima e rilassata..