Primo caso di overdose da eroina sintetica a Milano

Vicino al cadavere trovarono una siringa, un accendino, una bustina con dentro un po’ di polvere marrone, scura.

Primo caso di overdose da eroina sintetica a Milano

Sembrava eroina nera.

La morte di quell’uomo, 39 anni, dentro una casa di Milano, ad aprile 2017 venne catalogata come overdose da eroina. E invece ieri, quasi un anno e mezzo dopo, l’Istituto superiore di sanità ha diramato un’allerta di «grado 3» (il massimo) perché s’è trattato del primo decesso in Italia per «Ocfentanil», un oppioide sintetico.

Un anno e mezzo per diramare un'allerta. Questo dimostra quanto il nostro sistema sanitario sia impreparato e lacunoso nell’affrontare la nuova epidemia di eroina sintetica della quale si vedono i segnali.

I fentanyl sono oppiodi sintetici, dunque sviluppati in laboratorio, largamente usati per la terapia del dolore.

Il fentanyl è di fatto il parente sintetico della morfina, ma 100 volte più potente. Negli Stati uniti la diffusione di quegli antidolorifici ha creato una sorta di dipendenza diffusa.

Dato che però gli oppioidi sintetici sono potentissimi, il rischio di overdose è molto più alto. Da quando hanno iniziato a diffondersi in maniera massiccia negli Stati Uniti, gli oppioidi sintetici hanno provocato una strage, fino ad arrivare a 29 mila morti per overdose nel 2017.

La comparsa di quella sostanza a Milano è dunque un segnale che gli esperti ritengono molto preoccupante. Come preoccupante è la diffusione dell’allerta con tanto ritardo. Anche perché la sostanza era tagliata con paracetamolo e caffeina, gli stessi additivi che si usano per l’eroina: sarebbe dunque importante capire se l’uomo che se l’è iniettata sapeva di cosa si trattasse. .