Risultati dell'autopsia di Chester Bennington

Poche ore fa è stata diffuso in rete, il risultato dell’autopsia di Chester Bennington, il cantante dei Linkin Park morto suicida lo scorso luglio.

Risultati dell'autopsia di Chester Bennington



«L’autopsia conferma che si tratta di suicidio per impiccagione. Il cantante è morto per asfissia», scrive il coroner.

L’esame autoptico ha rivelato minime tracce di alcol. Nonostante alcune indiscrezioni degli scorsi mesi, nessuna traccia di droghe è stata rinvenuta a un esame tossicologico approfondito.

Secondo il report delle indagini compiute nell’appartamento dove il corpo di Bennington è stato rinvenuto, in un cassetto è stata trovata una compressa spezzata a metà di Ambien, un sedativo a base di Zolpidem, utilizzato nel trattamento a breve termine dell’insonnia. Su un tavolino mezzo bicchiere di birra e una bottiglia di birra vuota.

Bennington aveva avuto diverse difficoltà a mantenere la sua sobrietà nell’ultimo anno. Un mese prima della morte aveva detto all’amico Ryan Shuck che era sobrio da solo sei mesi. Quando Shuck gli ha raccontato che stava vivendo le stesse difficoltà, Bennington ha cominciato a scrivergli messaggi per aiutarlo.

«Mi descriveva la sua battaglia con la dipendenza ora dopo ora», ha detto il chitarrista. «Se ci penso adesso è orribile. Mi raccontava, nei minimi dettagli, cosa faceva quando aveva voglia di bere: “Affronto le mie giornate un’ora alla volta”».

Shuck sapeva che Bennington aveva bevuto prima di togliersi la vita. «Non sapevamo quanto, ma non ci voleva molto a capirlo. Era un alcolista e un tossicodipendente, e combatteva tutti i giorni con i suoi problemi. Non ci sarà voluto molto, credo, per perdere la testa»..