Sei consigli se il bimbo non vuole mangiare

In cima alla classifica delle preoccupazioni delle mamme, un posto d'onore è riservato all'alimentazione dei piccoli.

Sei consigli se il bimbo non vuole mangiare

'Non mangia!', è una sorta di ritornello tra le mamme che accompagna (quasi) ogni fase della crescita del bimbo.

In genere, le prime difficoltà si manifestano dopo lo svezzamento raggiungendo la massima espressione della lotta contro il cucchiaino nel periodo tra i 2 e i 3 anni. Come comportarsi in questi casi? Ecco alcuni consigli:

1. Il bimbo rifiuta il cibo? E’ una fase della crescita
Durante la crescita, il piccolo inizia a percepire se stesso e costruisce la sua identità affermando la sua presenza nel mondo anche attraverso l'opposizione. In sostanza, il periodo dei 'no' rispecchia il graduale (e lento) processo di distacco dalla madre (che inizia verso gli 8-9 mesi) verso una sempre maggiore autonomia. Quello che conta è la capacità della mamma di rispondere ai diversi bisogni del bambino nel migliore modo possibile.

2. Durante lo svezzamento, è giusto lasciarlo pasticciare
Nel periodo dello svezzamento (dopo i 6 mesi), il piccolo è incline ad assaggiare e scoprire sapori diversi se il genitore introduce nuovi cibi in modo corretto, non forzandolo e lasciandolo pasticciare. Con un approccio di questo tipo, è difficile che, poi, il bimbo intorno ai 2 anni, non mangi quasi nulla.

3. Se non vuole provare un cibo nuovo, non insistere ma poi riprovaci
È molto importante mettere sul tavolo una buona varietà di cibi, invitando il piccolo a scoprire gusti diversi. “Se lui rifiuita e non ne vuole proprio sapere in quel momento, è bene accettarlo e non insistere. Ma attenzione, prima di decretare, per esempio, che non gli piacciono 'assolutamente' le lenticchie, occorre proporle almeno altre 10 volte nei pasti successivi.

4. Date il buon esempio e sorridete. Il bimbo vi guarda
Le abitudini alimentari dipendono, in grande misura, da quello che il bimbo percepisce e vede intorno a lui. Se il genitore sorride mentre mangia le verdure e mostra di apprezzarle, anche il figlio sarà più propenso ad assaggiarle. Insomma, non dimentichiamo che tutto è molto legato alla relazione tra adulto e bambino.

5. Il bimbo è capace di autoregolarsi
Una ricerca americana ha dimostrato che un bimbo di 2 anni e mezzo di fronte a una tavola piena di leccornie è perfettamente in grado di selezionare i cibi che gli fanno bene e la quantità adeguata a lui. Quindi, se il piccolo è lasciato libero di esprimersi, impara ad autoregolarsi, altrimenti le pressioni dell'adulto bloccano questo normale processo di autonomia e riconoscimento del sé.

6. Tieni bene in mente le regole base per l’alimentazione del bambino 1-3 anni
Il cibo deve essere diviso in cinque momenti durante la giornata, l'alimentazione deve variare prediligendo alimenti freschi di stagione e le cotture semplici. No ai fuoripasto e all'uso eccessivo di zucchero e sale..