"Sono quasi cieco e ho il Parkinson"

"Se la cecità quasi completa si può (quasi) nascondere alle telecamere ("Vedo ombre in un mare di nebbia", ha confessato), le mani che tremano per il Parkinson le hanno viste tutti".



In un'intervista al 'Corriere della sera' il giornalista Vincenzo Mollica racconta di quanto le sue condizioni di salute siano peggiorate.

Ma il critico non si arrende e continua a fare il suo mestiere, entrando nelle case degli italiani anche in questi giorni. In diretta da Sanremo, puntuale come sempre con l’ospite più importante del Festival.

Negli ultimi cinque anni un glaucoma gli ha mangiato il 95 per cento del nervo ottico. Ma quello che il quotidiano definisce come “l’aedo di cantanti e attori”, ride con “leggerezza delle proprie disgrazie”. Compreso il morbo di Parkinson che gli fa tremare le mani.

Nel corso dell’intervista al Corriere, ha raccontato di aver avuto i primi gravi problemi di vista già da bambino: “Se ne accorse la mamma. I miei genitori mi portarono da un oculista in Calabria. Avrò avuto 7-8 anni. Origliai la sentenza da dietro la porta: “Diventerà cieco”. Da quel momento adottai una tecnica: imparare a memoria tutto quello che mi circondava, in modo da ricordarmene quando sarebbero calate le tenebre. Come mi ha detto Andrea Bocelli, abbiamo avuto la vista lunga”.

In questo momento Mollica confessa di vedere pochissimo, “ombre in un mare di nebbia. Più spesso non vedo un tubo, ma continuo a coltivare la speranza. Andrea Camilleri mi ha spronato a non abbattermi, a sviluppare gli altri sensi. Ignoro che cosa sia la depressione. Mi sostengono due pilastri: famiglia e lavoro. Nella vita non ho altro. Mai messo piede nei salotti”..