Toxoplasmosi in gravidanza: perché stare attenti?

La toxoplasmosi è una malattia infettiva causata dal protozoo Toxoplasma gondii e si manifesta nella maggior parte dei casi senza sintomi.

Toxoplasmosi in gravidanza: perché stare attenti?

Questa malattia, se contratta in gravidanza, può essere trasmessa al feto.

La diagnosi viene effettuata con un esame del sangue, la malattia si contrae attraverso l’ingestione diretta del protozoo che vive comunemente nel tratto intestinale del gatto che si infetta mangiando carni di roditori o uccelli. Poiché solo nel gatto il protozoo può riprodursi esso ne rappresenta il suo serbatoio. Con le feci feline il protozoo si diffonde attraverso la terra, infettando chi la lavora, le piante (anche frutta ed ortaggi) che vi crescono e altri animali che se ne cibano.

È per questo motivo che la prevenzione della malattia si effettua:
- escludendo dall'alimentazione (in gravidanza e nel periodo preconcezionale) la carne cruda o poco cotta compresi gli insaccati.
- Prestando molta attenzione se si lavora o si maneggia carne cruda (usare i guanti e lavarsi bene le mani successivamente).
- Lavando bene i coltelli e i recipienti venuti a contatto con la carne cruda.
- Refrigerando la carne ad una temperatura inferiore a -12.5 C°.
- Lavando bene le mani e usando i guanti se si maneggia frutta e ortaggi e lavando più volte la frutta e gli ortaggi prima di mangiarli.

Se si hanno contatti con il gatto bisogna vuotare e pulire la cassetta ogni giorno (usando i guanti) e cercare di alimentare i felini solo con cibo liofilizzato in scatola o ben cotto. È bene effettuare il test quando si scopre di aspettare un bambino per sapere se si è immune avendo già contratto l’infezione in passato, se non si ha ancora contratto l’infezione o se si ha un’infezione in corso.

Se il test è negativo si desume che non si è mai venuti a contatto con la malattia e quindi è bene seguire le norme sopra presentate e ripetere il test ogni mese per evidenziare precocemente un’eventuale infezione. La percentuale di trasmissione al feto cambia con il procedere della gravidanza: la probabilità di contagio è inferiore al 5% prima della 16a settimana di gestazione; è intorno al 17% tra la 16a e 20a settimana; aumenta a valori del 30% tra la 21a e 35a settimana.

Nelle prime settimane il passaggio del toxoplasma al feto è molto raro, ma quando avviene può comportare gravi danni al bambino (aborto spontaneo o lesioni neurologiche); nel terzo trimestre di gravidanza si trasmette con più facilità, ma nella maggior parte dei casi senza alcuna conseguenza. Alla nascita circa il 90% dei bambini contagiati non manifesta sintomi evidenti.

È importante ricordare che, per quanto asintomatici alla nascita, la maggior parte dei bambini non trattati svilupperà successivamente alcune manifestazioni della malattia: l’85% sarà affetto da corioretinite (riduzione della vista-cecità); dal 20 al 75% presenterà ritardo mentale, dal 10 al 30% presenterà una moderata perdita dell’udito..