Intolleranza al nichel: cosa mangiare

Il nichel è un metallo pesante che si accumula nel suolo e passa quindi negli alimenti (in particolare di origine vegetale).

Intolleranza al nichel: cosa mangiare

Negli ultimi anni sono aumentate tantissimo le persone che soffrono di dermatite da contatto e, soprattutto, di problemi di salute meno specifici, legati alla sua assunzione con il cibo.

L’esclusione completa dai menu non è ipotizzabile, perché questo metallo è presente un po’ ovunque: nei cibi, nell'acqua, negli utensili da cucina. Tuttavia, diversi studi hanno dimostrato che molti problemi infiammatori causati da ciò che mangiamo possono essere migliorati notevolmente (o risolti) seguendo una dieta a rotazione della durata di 6 -10 mesi.

Sospendendo gli alimenti critici per un determinato periodo di tempo si ricrea gradualmente una tolleranza verso di essi. È un percorso lungo. Bisogna avere un po’ di pazienza all'inizio, ma poi i benefici non tarderanno ad arrivare.

Infatti, la digestione migliora, il gonfiore alla pancia si riduce, spesso spariscono mal di testa e dermatiti, si perde il peso in eccesso, aumentano l’energia e la concentrazione e si dorme meglio. Tentare non costa niente.

Orticaria, prurito, chiazze rosse sul corpo, afte, gonfiori addominali. E, ancora, malessere generale diffuso, senso di stanchezza o di nausea, mal di testa. I disturbi causati da un’allergia o da un’intolleranza al nichel sono simili. A cambiare sono solo l’intensità e la durata.

Nel primo caso alcuni sintomi (in particolare dermatite da contatto e asma) sono più accentuati, compaiono molto rapidamente e sono facili da accertare.

Nelle intolleranze, invece, la reazione dell’organismo non è immediata, ma tende a diventare cronica. La soluzione, comunque, è sempre la stessa: stare il più possibile alla larga dal nichel..