Veneto, Pfas nell'acqua: i rischi sono reali

Il governatore del Veneto Luca Zaia accusa il Ministero della Salute di non aver raccolto il grido d’allarme delle autorità sanitarie locali sui famigerati Pfas, (sostanze perfluoro alchiliche), che hanno contaminato suolo e acque della regione, e di non voler fissare limiti stringenti su queste sostanze tossiche che da decenni vengono versate da alcune aziende nella zona fra Verona, Padova e Vicenza.

Veneto, Pfas nell'acqua: i rischi sono reali



Zaia ha dato mandato agli esperti della regione di stabilire autonomamente nuovi e drastici limiti a queste sostanze, cui dovranno uniformarsi tutti gli acquedotti del Veneto.

I Pfas sono una famiglia di composti prodotti da decenni come sostanze idro e olio repellenti utilizzate nell’industria degli arredi e del vestiario. Per la loro resistenza termica vengono anche utilizzati come componenti delle schiume ignifughe.

Solo negli ultimi anni sono stati studiati attentamente e, purtroppo, si sono rivelati pericolosi per la salute riproduttiva e perché aumentano il rischio di colesterolo alto e di tumore.

Prodotti dagli anni Sessanta nella piana veneta fra Padova, Verona e Vicenza, sono stati versati per decenni nelle acque superficiali delle campagne e da lì sono percolati nelle falde contaminando un’area molto estesa, che comprende 21 Comuni. L’allarme in Veneto è stato dato solo nel 2013, quando ormai la contaminazione era un dato di fatto.

Negli ultimi tre anni molte indagini sono state eseguite sulla popolazione dell’area contaminata. E i risultati sono preoccupanti. Fra il 2015 e il 2016 è stato condotta una campagna di biomonitoraggio umano su 507 persone della zona contaminate e di altrettante persone residenti fuori dall’“area rossa”. La concentrazione media di queste sostanze nel sangue degli esposti è risultata di 13 nanogrammi/grammo contro 1,6 nanogrammi/grammo nelle persone non esposte.

Aumentati i casi di diabete e ipertensione in gravidanza. Un altro studio ha poi osservato aumenti di mortalità per ischemie, malattie cerebrovascolari (nei maschi +19%), diabete (+25% nelle donne) e Alzheimer (+14% nelle donne).

In una conferenza tenuta a Venezia, Greenpeace Italia ha ricordato che la fonte principale d’inquinamento da Pfas è la Miteni di Trissino (Vicenza), ex Rimar, uno stabilimento chimico che produce composti fluorurati sin dagli anni Sessanta.

L’attuale proprietà di Miteni ha più volte sostenuto di non essere responsabile di questo inquinamento, piuttosto la responsabilità sarebbe delle gestioni precedenti e sarebbe comunque da condividere con altre industrie della regione.

Chi pagherà per questi danni alla salute e per l'aumentata sorveglianza sanitaria che accompagnerà per decenni i veneti contaminati dai da queste sostanze?.