Calcoli renali: colpa dei falsi miti della dieta

I calcoli renali assillano il 10-12% della popolazione italiana, ma prescrivere una dieta con poco calcio non serve.

Calcoli renali: colpa dei falsi miti della dieta



Il no secco ai formaggi è azzardato perché si ottiene l'effetto opposto, in quanto in realtà il calcio aiuta l'espulsione dei componenti chimici che formano i calcoli.

I nutrizionisti ritengono si debba assumere un grammo di calcio al giorno, mentre una dieta media italiana arriva a mezzo grammo.

Queste informazioni sul calcio sono cruciali per l'età senile: molti medici consigliano anche a persone che hanno seri rischi di osteoporosi di ridurre il calcio per paura che si crei un calcolo renale.

Sfatato il dogma della messa al bando del calcio, ci sono anche altri suggerimenti segnalati dagli esperti: per esempio le bevande a base di agrumi, limoni, arance e pompelmo, sono consigliate in tutte le calcolosi perché contengono citrati, una prevenzione naturale contro le recidive.

Altra linea da tenere in considerazione è la restrizione di proteine animali e sali, perché un eccesso su questo fronte ha l'effetto di facilitare un ritorno della patologia.

Via libera a frutta e verdura, a patto di escludere quelle che contengono elevate quantità di ossalati come spinaci e cavoli.

Lo stesso vale per i cereali. Questi alimenti vanno limitati, anche se basterebbe aumentare l'introito di calcio perché gli ossalati in eccesso vengano smaltiti.

Il messaggio degli specialisti è che la dieta va personalizzata.

Bastano 4 esami del sangue e delle urine, spiegano, per inquadrare il paziente..