Cosa fare se il bambino viene punto da un'ape?

Vespe, zanzare, api, ma anche calabroni e bombi.

Cosa fare se il bambino viene punto da un'ape?

Come comportarsi se il nostro bambino venisse punto?

L'ape perde il pungiglione dopo avere punto. Quindi questo va estratto dalla zona colpita (se presente) aiutandosi con delle pinzette. Va applicato del ghiaccio e, se il dolore dovesse essere forte, i pediatri consigliano di somministrare paracetamolo.

Per le due ore successive alla puntura, il bambino va tenuto sotto controllo: il tempo necessario per verificare che non avvengano reazioni di ipersensibilità, una sorta di reazione allergica al veleno dell'insetto.

La puntura di un'ape, una vespa, un calabrone e un bombo possono determinare due differenti tipi di reazioni su un bimbo: prurito, arrossamento e gonfiore della parte colpita a causa delle sostanze irritanti contenute nel pungiglione. Oppure macchie rosse non nella zona dove è stato punto il piccolo o difficoltà respiratoria e shock anafilattico.

Queste reazioni si verificano la seconda volta che il bambino è stato punto e non si manifestano nella zona in cui il piccolo è stato colpito, ma, proprio come una reazione allergica, compaiono altrove sotto forma di chiazze rosse. Nelle forme più gravi possono portare a difficoltà respiratoria e shock anafilattico.

Lo shock anafilattico è un evento improvviso, una reazione infiammatoria "fulminante" che si può verificare nelle persone allergiche quando entrano in contatto con una sostanza estranea. Le cellule immunitarie rilasciano istamina, sostanza che provoca la dilatazione dei vasi sanguigni e fa precipitare la pressione arteriosa. Questo determina shock, abbinato spesso a ostruzione delle vie respiratorie.

I primi segnali sono formicolio e senso di calore alla testa e alle estremità. In seguito compaiono in sequenza: orticaria, angioderma (rapido gonfiarsi di pelle, mucose e tessuti),
rinite, difficoltà respiratoria, prurito al lingua e palato, alterazione della voce, asma, vomito, diarrea, ipotensione (pressione bassa), tachicardia e aritmia.

Come comportarsi in caso di shock? È importante intervenire immediatamente. Chiamare immediatamente il 118 senza lasciare solo il bambino. Facilitate intanto la circolazione sanguigna: slacciate i vestiti, tranquillizzate il bimbo e mettetelo in posizione antishock, sdraiato con le gambe più in alto rispetto al corpo. L'adrenalina è il farmaco salvavita in caso di shock anafilattico e i genitori di bimbi allergici a rischio dovrebbero averne una fiala sempre con sé. .