Fecondazione in vitro: come incrementarne l'efficacia

Un nuovo studio effettuato dai ricercatori della Clinica della Fertilità di Madrid ha permesso di comprendere che è possibile incrementare l’efficacia delle tecniche di fecondazione assistita individuando la finestra temporale migliore per effettuare l’impianto.

Fecondazione in vitro: come incrementarne l'efficacia



Partendo dal presupposto che si stima che circa il 15% dei fallimenti della FIV è riconducibile ad un errato tempismo che porta al fallimento dell’impianto, gli studiosi hanno adottato una tecnica basata sulla biopsia del tessuto endometriale e sull’analisi di oltre 200 geni chiave, che si attivano e disattivano nel tempo e possono essere letti come un orologio: secondo un primo studio pilota, questo sistema sarebbe in grado di stabilire la finestra di fertilità della donna e la tempistica ottimale per il trasferimento degli embrioni.

Il prof. Juan Garcia-Velasco dell'Istituto di fertilità di Madrid, leader dello studio, ha rivelato che è ora in corso una vasta indagine che sta coinvolgendo oltre 2.500 pazienti con pregressi e ricorrenti fallimenti di impianto in più di dieci paesi, tra i quali il Regno Unito.

I risultati del nuovo test sono incoraggianti e dimostrano che sarebbe possibile incrementare notevolmente la percentuale di successo delle tecniche di fecondazione: infatti, nella la maggior parte delle donne vi è un periodo di circa 2-4 giorni nel quale l'endometrio invia segnali chimici fondamentali, che permettono all'embrione di impiantarsi; in altre tale fase è particolarmente breve e spostata più avanti/indietro rispetto a quanto accade nella maggioranza dei casi.

"Se si perde quella finestra, non importa quanto sia bello l’embrione: non si impianterà", ha dichiarato Nargund, direttore medico di uno dei centri di Londra che prendono parte alla ricerca.

Il primo studio pilota è stato condotto su un campione di 85 donne che, in media, hanno fatto esperienza di cinque precedenti tentativi di fecondazione in vitro con esito negativo. I risultati dell’indagine hanno rivelato che la finestra temporale di fertilità di queste donne era spostata in avanti o indietro rispetto a quanto è stato eseguito l’impianto: quando è stata utilizzata come "guida temporale" l’analisi dei geni endometriali, effettuata mediante il nuovo test, la percentuale di successo della FIV è salita al 33%.

L'obiettivo è ora quello di basare il test sul campionamento del fluido endometriale anziché sull'esecuzione di biopsia. Questo nuovo strumento aiuterà i professionisti a comprendere le ragioni per le quali i precedenti tentativi di impianto non hanno portato ai risultati sperati (nonostante l’embrione fosse in sé "perfetto") e sarebbe inoltre motivo di speranza e conforto per le coppie che non riescono ad avere figli..