La noia estiva fa bene ai bambini

"Mamma, mi annoio".

La noia estiva fa bene ai bambini

La frase la conoscete bene: la può pronunciare il bambinetto di cinque anni come il ragazzino di dodici ed è il grande classico dell’estate, quel lungo periodo di tempo che separa l’ultimo giorno di scuola dal primo dell’anno successivo.

E allora come affrontare la noia estiva?

La noia in età evolutiva è un vuoto che chiede di essere riempito. Come genitori spesso rispondiamo a questa richiesta nel modo più facile: con la tivù o con gli strumenti digitali. Semplice, no? Si accendono da soli, intercettano senza troppa fatica l’attenzione del bambino, lo assorbono, lo rendono “innocuo”. Non è questo il modo giusto. La noia è utile perché attiva le capacità esplorative del bambino a patto che sia gestita nel modo corretto.

I bambini dovrebbero avere qualcosa a disposizione, ma non troppe cose, e preferibilmente non tanti video: dovrebbero poter giocare liberamente in gruppo e liberamente da soli, dovrebbero anche avere un compito utile da svolgere entro una data ora da programmarsi da soli nella giornata.

Nella fascia di età tra i 4 e i 6 anni tutti i bambini sono degli artisti naturali: basta offrire loro un banco, con dei pastelli, dei fogli, degli acquarelli e lasciarlo lavorare con la fantasia. Per i bambini più grandi, tra i 7 e i 9 anni, bisogna stimolare la vecchia alleata contro la noia dell’estate: la lettura.

Attrezziamo le nostre case in modo idoneo: con una libreria accattivante, con titoli che stimolino la fantasia e la curiosità. I bambini ci stupiranno. C’è poi un altro prezioso compagno per i bambini di età scolare: si chiama cortile. Diamo autonomia ai ragazzi, lasciamoli giocare liberi da soli nei cortili, come si faceva un tempo quando i campus non erano di moda..