Pavor nocturnus: cos'è e come gestirlo

Il terrore notturno o pavor nocturnus rientra tra i disturbi delle parasonnìe (perturbazioni non patologiche del sonno).

Pavor nocturnus: cos'è e come gestirlo

Circa l'8 - 10% dei bambini in età scolare ne soffre (dai 2 - 4 anni fino ad arrivare ai 12 anni).

Questa patologia, che terrorizza i genitori più che i bimbi che ne soffrono, non ha alcun significato né causa patologica (neurologica, psicologica, affettiva, relazionale), né porta alcuna conseguenza immediata o negli anni della crescita.

Il bimbo durante la prima fase di sonno non REM, cioè in quella fase dopo l’addormentamento quando il sonno si approfondisce sempre di più, si sveglia in preda alla paura e al pianto. Più tardi nella notte si presentano gli episodi di pavor, più lunghi possono essere.

Se molto piccolo si rotola nel letto in tutte le direzioni e magari si mette a piangere improvvisamente, se più grandicello, sui 4-5 anni, si siede sul letto urlando e piangendo con occhi chiusi o sbarrati e espressione di terrore formulando frasi a volte sconnesse. Se ancora più grande, 6 anni ed oltre, si alza dal letto e compie movimenti da sonnambulo.

In tutte queste fasce di età, però, vi sono alcuni sintomi comuni come tachicardia, sudorazione, aumento della frequenza respiratoria e dilatazione delle pupille. I bambini si alzano, si mettono seduti sul bordo del letto o addirittura camminano per casa.

Il tutto dura di solito una decina di minuti durante i quali, pur manifestando agitazione estrema, il bambino non interagisce con l’ambiente esterno e sembra assolutamente insensibile agli sforzi di consolazione dei genitori e la mattina dopo, al risveglio, non conserva memoria alcuna di quanto accaduto.

I genitori non devono svegliare il bambino prendendolo in braccio ma piuttosto devono parlargli dolcemente e fargli delle coccole cercando di limitare al massimo gli stimoli diurni che possano causare questi attacchi notturni..